Progetti

Riassunto Tecnico Culturale del Progetto di sviluppo Agricolo e Sanitario 


INTRODUZIONE

Questa relazione non ha la pretesa di avere in tasca la soluzione dei problemi (magari lo fosse!), sono considerazioni e sensazioni che mi sento in obbligo di scrivere perchè altre persone che fossero interessate a sviluppare un progetto simile a questo, possano evitare di commettere errori nei quali sono incappato, dovuti in gran parte alla non conoscenza (nonostante la lettura di libri al riguardo e ad avere già operato in questa regione a fine  anni sessanta - inizio anni settanta, in altro contesto (Ciudad Del Niño), o conoscenza non veritiera della situazione del luogo dove mi sono trovato a operare come volontario.
La differenza che si riscontra è dovuta in generale alle varie colture che formano questa Nazione. Le colture originali  predominanti sono tre con tre lingue differenti; Aymara (popolazione che vive sull'altipiano ad un'altura media di Mt 3.800 , Quechua (derivano dal dominio Incas e vivono nella parte Sud, Potosi, Sucre e nelle vallate di Cochabamba), Guaranì che vivono nella regione di S.Cruz e Mato Grosso), a queste bisogna aggiungere  la popolazione Meticcia o bianca provieniente dalla dominazione Spagnola che ha dominato per tre secoli, parlano la lingua spagnola e questi ultimi difficilmente conoscono la lingua del gruppo della zona di appartenenza, viceversa, una percentuale alta di autoctoni non parlano e non capiscono lo Spagnolo.
Non ultimo, la situazione generale di sottosviluppo deriva, oltre che dallo sfruttamento da parte dei paesi "SVILUPPATI",  anche  alla instabilità politica, è la Nazione che nella sua storia dall'indipendenza, avvenuta nel 1825,  vanta un'enorme serie di colpi di Stato, sempre pilotati da interessi di sfruttamento delle materie prime, delle quali la Nazione è ricca.

MOTIVO E NASCITA DEL PROGETTO

Il progetto è nato da una visita che ho compiuto assieme a mia moglie (anch'essa volontaria nel periodo 1969/71) nel 1996, per visitare i luoghi della nostra esperienza di volontariato e per trovare gli amici che abbiamo lasciato  una volta rientrati in Italia per fine servizio.
Facendo un giro turistico a Tiwanaco per visitare le rovine del tempio Aymara dedicato el Dio Sole (WILLKA), ci fermammo a visitare una famiglia di una comunitá vicina, osservando e parlando con la coppia di Campesinos con tre figli e l'anziana mamma, abbiamo appreso che praticamente vivevano sotto la soglia di povertà, nonostante avessero a disposizione terreno da coltivare e un paia di mucche scheletrite.
La famiglia possedeva una serra,  costruita con un progetto (uno dei tanti) nella provincia per sviluppare la coltivazione di ortaggi pure nei mesi invernali, entrato per visitarla ho notato che c'erano piante di pomodori con frutti secchi, il campesino mi spiegò  che si era rotto il polietilene e non avendo avuto i soldi per sostituirlo si è essicato tutto, perdendo la possibilità di introitare qualche soldo dalla vendita,  mia moglie parlando con la Campesina  ad una domanda secca di che  vivevano, si è sentita rispondere “de nada señora”, che tradotto in parole povere, vuol dire “di niente” .
Da questa drammatica risposta ci siamo detti: cosa si poteva fare, dove cominciare e dove reperire risorse.
A distanza di anni penso di poter dire che la provvidenza unita alla tenacia, alla volontà e all'aiuto di alcuni amici ci hanno permesso di arrivare a spostare una virgola da una lettera all'altra (verso destra).

PERSONE E CULTURA GENERALE

Come si diceva nella fase di apertura, il progetto si sviluppa presso la Comunità di Kausaya, Departamento di La Paz Provincia Ingavi tercera secciòn Tiwanaco formata da Indios Aymara, popolo nomade che inizialmente, sembra, vivesse sulla costa del pacifico nel sud del Peru e risalita verso gli Altopiani Andini per sfuggire a qualche nemico o in cerca di pascoli dove alimentare il proprio bestiame.
Con la prima conquista da parte degli Incas, il ceppo Aymara si è stabilito in comunità, vivendo congiuntamente  con i nuovi “padroni”, con  medesimi doveri-diritti, arrivando però, fino ad un certo punto della scala sociale
Hanno cominciato a coltivare i campi e ad allevare il bestiame in posti fissi e sembra che con gli Incas le cose funzionassero bene, anche se costretti a cambiare radicalmente le loro abitudini manuali, mentre per la parte religiosa i due popoli credono negli stessi Dei , con l'essere supremo il sole (WILLKA).
Con l'arrivo dei conquistadores spagnoli le cose si misero male per i due ceppi, difatti gli Indios furono considerati degli esseri inferiori, ignoranti, da adibire al vassallaggio e ai lavori più duri nelle miniere di argento e oro.
Le cose non cambiarono con la Liberazione (1825), perchè comunque i Conquistadores avevano creato il ceppo meticcio, che da sempre è stato a completo servizio degli Spagnoli, dai quali avevano indubbi benefici, primo fra tutti quello militare con interventi diretti per la loro difesa quando qualche Cachico Indio tentava di sollevarsi, agli Spagnoli interessavo solo che consegnassero quanto più richezza possibile da trasferire in Europa.
Questo sistema ha fatto si che dopo la Liberazione, per gli Indios.non è cambiato nulla, anzi le cose sono peggiorate, perchè oltre che essere sfruttati per le miniere e i lavori più pesanti, sono stati utilizatti come soldati di prima linea, il più delle volte mandati allo sbaraglio e abbandonati dai loro comandanti (guarda caso questi ultimi, bianchi o meticci).
Questa situazione si trascina fino ai nostri giorni, nonostante l'aria di democrazia che sembra alitare su questi popoli.
Per risolvere questo stato di cose, si deve ricominciare dal basso, con l'istruzione uguale per tutti (adesso esiste l'istruzione della città e l'istruzione del campo), con professori non schierati ideologicamente e che insegnino le materie che servono allo sviluppo (oggi è facile imbattersi in scolari del campo che abbiano un quaderno ben ordinato e con numeri scritti bene, ma che non sanno leggerli perchè i professori non hanno insegnato loro a dividerli in unità, decine, centinaia ecc. ecc), è il ripetersi dello sfruttamento in forma più subdola.
Non hanno mai contato nella amministrazione dello stato e oggi finalmente hanno la maggioranza con il primo presidente del loro ceppo, il programma è buono, però bisognerà vedere fino dove sarà attuabile, perchè i problemi strutturali, a più di tre  anni dall'insediamento rimangono  tutti.
Qualcosa si è mosso sul sociale garantendo agli anziani un buono dignidad di 200 Boliviani al mese (circa 31 $) e alcune migliorie in campo sanitario..
Altro problema è che molta forza lavoro emigra verso altri stati (più che altro perchè attirati da guadagni facili), mettendo in crisi attività necessarie allo sviluppo seguito dal fatto che tutti i giovani vengono indirizzati su studi universitari umanitari, mancando quasi totalmente istituti di formazione professionale.
In questo contesto è inserito il progetto.

CLIMA

Trovandosi la comunità a 3,800 mt/slm, la situazione climatica influisce molto sullo sviluppo agro-zootecnico, sia per gli animali sia pre le coltivazioni.
Le stagioni si dividono in due periodi:
  • la stagione secca (invernale) maggio-otttobre con gelate notturne che portano la temperatura anche a – 20º, mentre durante il giorno si può arrivare a + 17/20º, con vento abbastanza forte dal tardo mattino al tramonto, in questo periodo non è possibile nessun tipo di coltivazione, tranne in serra  per prodotti a foglia verde, insalata, sedano prezzemolo, coste bianche ecc.
  • la stagione delle piogge (estiva) con piogge concentrate tra metà dicembre-metà aprile, periodo nel quale avvengono le coltivazioni di foraggi che ad eccezzione dell'erba medica introdotta recentemente, danno un solo raccolto stagionale.

PROGETTI DI SVILUPPO

Vista la situazione che percepivo nei primi anni settanta dove più o meno la classe sociale era distinta su tre livelli  ricchi (pochi) classe media (generalmente chi lavorarava per lo stato, i militari e la polizia) e poveri (la maggior parte), oggi è sparita la classe media e si è aggiunta una classe che vive sotto la soglia di povertà. Il campesino dell'altipiano generalmente si trova in queste condizioni, sfuttato come sempre anche dalla gente dello stesso ceppo che si è trasferita nella periferia delle citta formando un cuscinetto che non ha più idendità.
I progetti di sviluppo delle varie organizzazioni, anche se portati avanti senza fini di lucro o politici, sono in genere falliti, perchè troppo grandi o perchè agiscono passando attraverso i vari organi politici o semplicemente perchè non capiti dagli stessi beneficiari e attuati sopratutto perchè ai beneficiati non si chiedeva soldi, ma solo l`'apporto di manod'opera, terminato il progetto e lasciatolo in mano alla gente del posto tutto ritorna come prima, contente le associazioni perchè pensano di avere portato sviluppo, contenti i Campesinos perchè durante il tempo del progetto hanno visto qualcosa passare per le proprie tasche, oppure con il materiale lasciato dalle organizzazione è motivo per loro (con i soldi ricavati dalla svendita dei beni lasciati),  fare qualche festa in modo più sfarzoso.

MINIPROGETTI

Ultimamente visti gli esiti negativi di grossi progetti, si punta molto su microprogetti partecipati, sopratutto economicamente, che risultano essere più comprensibili e gestibili, questi devono avere l'avallo degli interessati, non devono essere gratuiti e  devono tenere conto della situazione generale-economica dove si inseriscono.
  • Non devono essere gratuiti, perchè la gratuità porta sempre (specialmente nei momenti difficili) al ricatto.
  • Perchè la gratuità non aiuta i campesinos a prendere coscienza che loro devono essere la parte attiva e sicuramente  prima di disperdere quanto a fatica, anche economica, hanno realizzato ci penseranno  due volte.
  • Deve essere un aiuto per riprendersi la loro dignità di uomini.

Questi progetti non devono essere imposti (devono inizialmente essere richiesti da loro), difatti hanno bisogno di tempo e di continue riunioni per la accettazione  e la programmazione , anche perchè noi abbiamo tempi veloci, mentre per loro la  nozione del tempo è più ampia, difatti nel museo di Tiwananaco c'è una scritta molto significativa (mentre i popoli sviluppati corrono al galoppo del cavallo, il Popolo Andino procede al passo del  llama, animale addomesticato per camminare al passo dell'uomo), il domani per loro non è inteso come il giorno dopo, ma è un giorno non ben definito che deve venire.
Per ultimo, mi stò sempre più accorgendo, che non bisogna mettere un limite di tempo al progetto, per non vanificare il cammino fatto assieme a loro, generalmente tre anni sono insufficenti.

IL PROGETTO KAUSAYA

Prendendo spunto dalle ultime parole, il progetto era partito inizialmente come progetto famigliare circoscritto alle serre, si è poi ampliato con il trattore, nuovamente si sono avvertite altre necessità per completare l'aiuto e a questo punto non essendo  più sostenibile il livello famigliare,  ho ampliato la partecipazione, costituendo un Comitato in Italia, anche  per ragioni di trasparenza, di controllo,  di programmazione e non ultimo per tenere i contatti con i benefattori e enti durante le mie assenze dall'Italia.
Con il Comitato, valutando le prime esperienze, si è cominciato a fare un ragionamento più consistente e a darsi un programma non rigido e suscettibile di modifiche quando si rendessero necessarie, sempre nella linea tracciata di intervento agrario e sanitario (coltivazioni, allevamenti, casa con servi igenici completi e  acqua corrente,), il primo traguardo per le valutazione è stato posto a cinque anni, perchè l'intervento era innovativo e sperimentale su terreni a noi sconosciuti, non solo perchè io non ero un'agricoltore, ma dovuto all'altitudine dove è  inserito il progetto e dal ciclo stagionale totalmente differente rispetto le nostre latiduni.
Tra una presenza in loco e l'altra, via via che si presentavano problemi, si prendevano le decisioni e le soluzioni, sia in termine tecnico che in dotazioni di macchinari semplici (è sconsigliato il funzionamento elettronico, perché non esistono officine e uomini addestrati per le riparazioni).
Al termine dei 5 anni analizzato successi e insuccessi (quest'ultimi incentrati più sui rapporti umani), constatato che qualcosa si era mosso, anche se le famiglie erano diminuite, ci siamo dati un'altro traguardo di tre anni incidendo di più sullo sviluppo tecnico.
Al termine di questo secondo periodo, constatato che il primo Campesino è autosufficente e un'altro è sulla strada dell'autosufficenza, si è deciso di prorogare di altri  due anni per consolidare il risultato raggiunto.

PRIMO AIUTO 1996

Dopo avere parlato fra noi (io, mia moglie e il Campesino), abbiamo deciso che l'intervento da porre subito in cantiere era quello di mettere un tetto alla serra che durasse nel tempo e resistesse agli sbalzi termici della zona, che raggiungono anche 30º passando dal giorne alla notte, durante il periodo invernale.
Abbiamo contattato il Campesinos prima di lasciare la Bolivia  esponendo il nostro piano, lo avremmo aiutato sempre che Lui fosse d'accordo, avendo avuto  risposta positiva una volta rientrati in Italia ci siamo informati su quale tipo di materiali orientarci, la risposta fu nel mettere delle onduline plastiche trasparenti al posto del polietilene.
Con un gruppo di amici abbiamo raccolto i soldi necessari e abbiamo fatto acquistare le onduline direttamente in Bolivia, poi per le serre di altri Campesinos abbiamo acquistato direttamente in Italia a prezzo di fabbrica, risparmiando circa il 50% compreso il trasporto, avvenuto tramite container che spediva il patronato S.Vincenzo di Bergamo.
Nel frattempo bisognava sistemare la captazione dell'acqua che aveva incanalato un  gruppo di Campesinos che si erano associati, il problema da risolvere era la pressione troppo alta, dato il forte dislivello (140 mt) dalla sorgente alle abitazioni, problema che si è risolto automaticamente essendo intervenuto il comune di Tiwanaco , anche se a tutt'oggi l'acqua della comunità è insufficente e il servizio carente, e spesso si rimane a secco.

SECONDO AIUTO 1998

Andato io in pensione, ritornando nella comunità per una visita privata ho constatato che le serre producevano, sia per uso famigliare, sia per realizzare piccole entrate derivate dalla vendita al mercato locale della poca verdura che avanzava.
Questa visita è avvenuta nel periodo delle semine a campo aperto, costatando che i terreni non erano ancora arati, chiesi spiegazioni al Campesino, il quale mi rispose che era da più di un mese che aspettava il trattore che venisse ad  arare, ma fino al momento non era venuto (esisteva un trattore vecchio, che in quel tempo iniziavano a importare dall'Argentina e Cile, per un'estensione enorme), se non fosse venuto probabilmente non avrebbe potuto seminare perdendo  il raccolto, parlando più profondamente è emerso il senso di fatale rassegnazione, eredidata da secoli di sottomissione iniziata con gli Incas, proseguita con los  Conquistadores e con le varie Dittature che favorivano il Latifondo e le persone ricche, anche se dal 1952 con la riforma Agraria i campesinos vengono in possesso delle loro terre (ma terre poco produttive come  quelle degli altipiani, dure da lavorare e poco redditizie).
Come sempre davanti a problemi così grandi, per me risolvibili (data la nostra mentalità e tecnologie disponibili), un'altra volta mi sono chiesto se si potesse fare qualcosa per aiutare queste persone a vivere una vita dignitosa e indipendente dallo sfruttatore di turno.
Preso coscenza dei mezzi esistenti sul posto e dei costi, una volta rientrato in Italia ho programmato il da farsi iniziando a stilare un preventivo pensando come e dove reperire le risorse economiche, questa volta si trattava di una cifra molto superiore del primo intervento.
Inviai l'idea del progetto ad una platea grande di amici e conoscenti, scrissi pure ad enti e associazioni sensibili al problema, cercai agganci per poter entrare direttamente dove si fabbricano trattori e attrezzi, dopo le prime risposte incoraggianti e sopratutto avuto la certezza che SAME mi vendeva  il trattore nuovo a metà prezzo, decisi di imbarcarmi, questa volta con un finto mezzo appoggio di mia moglie (in realtà intero), perchè diceva ”chi vuoi che ti appoggi, sei un emerito sconosciuto”!!, certo che tutti i torti non li aveva, perchè la sfida era grande per le nostre forze.
Avviai pure delle iniziative per raccogliere fondi, una di queste fu quella di organizzare una lotteria gigante con in palio una vettura, un'altra iniziativa è il concerto Natalizio reso possibile da amici che cantano alla Scala di Milano e che oramai si tiene interrottamente verso Natale.
A Natale del 1999 finalmente il trattore era acquistato e pagato, su consiglio del parroco lo presentai alla popolazione esponendolo nella piazza del paese, un primo passo importante era stato compiuto ora  si trattava di reperire altri aiuti, perchè congiuntamente al trattore ci voleva almeno un'aratro, un'erpice, e il costo della spedizione,  però il fatto stesso di mostrare alla gente che effettivamente i soldi ricevuti si stavano incanalando su quanto chiesto loro, ha fatto si che a maggio  del 2000 la spedizione era pronta e con altro materiale abbiamo riempito il container che è stato spedito alla fine dello stesso  mese.
Spedito  il container, ai  primi di luglio 2000 partii pure io per lo sdoganamento,  la consegna e per istruire qualcuno sull'uso, mi fermai sino a metà dicembre e poi rientrai dopo avere arato e seminato alcuni campi in forma sperimentale.
L'anno seguente promisi di ritornare, per vedere come si era sviluppato ciò che è stato seminato e per continuare a istruire il campesino che avrebbe poi preso in carico l'utilizzo e la cura del trattore.
Al mio ritorno  mi resi conto che tutto il seminato doveva essere raccolto in un tempo molto corto (dai 20 ai 30 giorni), e che se si aumentava l'area coltivabile occorrevano delle macchine che aiutassero a raccogliere quanto seminato, pena la perdita di una parte del coltivato.
Rientrai in Italia e nel giro di tre/quattro mesi raccolsi altri aiuti per completare il grosso delle macchine necessarie, a settembre  avendo raccolto il necessario,  inviai un'altro container, cui fece  seguito un'altro viaggio per sdoganamento, consegna,  nuove semine e per proseguire l'istruzione  all'uso del trattore e dei nuovi macchinari.
Altre presenze annuali di varia durata si sono rese necessarie per consolidare l'insegnamento dell'uso delle nuove macchine, scelsi il cammino di istruire un giovane Campesino con un piccolo stipendio, trovai disponibile Raul figlio del campesino Esteban, poco piu che sedicenne  con nozioni tecniche sui motori, avendo egli  nel  frattempo terminato un corso specifico e possedendo un equilibrio sufficiente per poter iniziare all'utilizzo delle macchine  con le indicazioni prescritte dai costruttori.
Raul apprendeva facilmente ed era sveglio, iniziai a insegnargli i primi rudimenti di come tenere una amministrazione, cominciando ad annotare in modo semplice le entrate e le uscite inerenti all'attività della finca. Visto il suo impegno e capacità    aumentai  le responsabilità, incaricandolo di tenere anche i conti amministrativi del Comitato.
Nel 2003 decisi di prolungare la mia presenza per otto mesi, per vedere di far entrare alcuni giovani (che ne avrebbero fatto richiesta) nel progetto, due giovani Campesinos entrarono nel Gruppo, il primo a maggio (Manuelito con moglie e due figli), così ho avuto il tempo per avviare le migliorie necessarie, il secondo (Martin con moglie e un figlio) a novembre, pochi giorni prima del mio rientro, al quale promisi che al prossimo ritorno in Bolivia, avrei iniziato il percorso pure con Lui.
Durante questo lungo soggiorno si è iniziato un'esperimento di allevamento di maiali, associandosi  Raul e il primo giovane campesino  Manuelito.
I lavori di semina e raccolti andavano bene, da un paio di anni stavamo sperimentando la coltivazione di erba medica per fienagione, constatato l'effettivo sviluppo,  abbiamo aumentato le semine intervenendo anche sui campi degli altri Campesinos, attualmente (2009) abbiamo circa 5 ettari seminati con questa coltura.
Dopo questa esperienza di otto mesi mi assentai per un ciclo completo, ossia un anno (scelta messa in atto, per verificare cosa avevano imparato e sopratutto se quanto stavo apportando era veramente seguito dai campesinos),  questi tredici mesi di assenza da Kausaya mi permisero di valutare il comportamento durante l'intero ciclo annuale.               
Arrivammo così al termine dei cinque anni. Constatato che si stava progredendo e che sarebbe necessario altro tempo, il comitato decise di proseguire per altri tre anni (2006-2008).
Iniziammo ad analizzare i dati raccolti nei tre esercizi precedenti, ci accorgemmo che alcuni dati non davano utili sufficienti per  sviluppare l'attività,. era  necessario  dare maggior impulso tecnico al progetto, dato che le mie conoscenze erano esaurite, esposi i problemi e proposte  al Comitato per trovare soluzioni e decidere come  proseguire.
Mentre stavamo pensando come affrontare il problema economico  un menbro del comitato ci suggerì che la Fondazione Cariplo aveva aperto un Bando per mini progetti internazionali da sviluppare in un arco breve di tempo (massimo due anni), che potrebbe essere stato utile per noi perchè avremmo potuto affrontare con prudenza e saggezza il da farsi, valutate le linee guida, constatato che il tipo di progetto che stavamo sviluppato rientrava nelle regole, decidemmo che valeva la pena presentarlo.
Comunque a prescindere dal risultato di questa richiesta (che certamente richiedeva tempi abbastanza lunghi, sopratutto per presentare noi il progetto completo con tutto ciò che il bando richiedeva), abbiamo valutato le nostre forze stilando un programma minimo sostenibile fino alla scadenza del secondo periodo, se poi la richesta dovesse essere accolta, saremmo  stati pronti a sviluppare il programma interamente, il progetto non è stato finanziato, seppur ritenuto valido.
Rientrato in Bolivia con la nuova prospettiva, ne parlai con i Campesinos durante varie sedute, dopo avere avuto il consenso ho cercato un tecnico Agrario per lo sviluppo delle produzioni dei cereali, e un tecnico in zootecnia per lo sviluppo animali e produzione latte, la fortuna volle che incontrai la persona che era laureata in agronomia e specializzata in Zootecnia.
La tecnica dopo che ho spiegato cosa avremmo avuto bisogno e  avere visitato il luogo, ci preparò un piano di lavoro (ALLEGATO 1) che ritenemmo adatto, firmammo un contratto (da libero professionista) di sei mesi rinnovabile sei mesi per sei mesi della durata  massima di due anni.
I primi mesi sono serviti per conoscersi  (il tecnico e i Campesinos), inventariare i campi e fare le schede  degli animali, corsi di capacitazione tecnica per allevatori.
Il contratto è stato rispettato e alla fine dell'incarico molte cose sono migliorate, sopratutto sulle conoscenze e molto importante le entrate economiche che hanno permesso di raggiungere l'autosufficenza.  Vedi ALLEGATI Nº 2 - 3

PRODUZIONI AGRICOLE

Le produzoni tipiche della zona servono per due scopi fondamentali:

1. PER ALIMENTAZIONE UMANA
  • Patate: se ne coltivano varie speci (sembra che ne esistano circa 170 tipi), servono come alimento principale dei Campesinos
  • Quinua cereale usato anch'esso per alimentazione, molto proteico, è utilizzato anche per dolci e per esportazione.
  • Habas: è nostra fava.
  • Cañawa: cereale che si macina come farina e diluita nell'acqua o te, è indicato per combattere la fatica.
  • Vicino al lago Titicaca si coltiva anche Mais.
  • Altre produzion tipiche e ortaggi a livello minimo per uso famiglia.

2. PER ALIMENTAZIONE ANIMALI
  • Orzo.
  • Avena,
  • Habas (la parte della pianta).
  • Erba Medica (introdotta recentemente) e sviluppata dal progetto, con lavorazione per fienagione.

3. Si sta sperimentando la produzione di Panico, ma dopo due anni di gelate fuori stagione dovremo rinunciare perchè è un cereale che soffre il freddo, stiamo optando sulla segale, al momento (2009), sembra che l'esperimentofunzioni è spuntata e pronta per formare la    spiga, valuteremo dopo il raccolto come si  èsviluppata, sicuramente può essere un'alternativa  in più, per diversificare l'alimentazione.

LAVORAZIONE TERRENI

La qualità dei terreni varia da zona a zona e nel medesimo campo si riscontrano strisce di diverse consistenze e formazione, il terreno è di origine lavica, compatto e duro durante la stagione secca quasi impossibile da arare in quella estiva (stagione delle piogge) perche è molto allentato, tanto da rendere impossibile l'utilizzo di macchinaria pesante, generalmente vicino ai corsi d'acqua il terreno è ricoperto di limo lasciato dal fiume, questi ultimi tipi di terreni sono adatti alla coltivazione di erba medica e di patate potendo per queste ultime utilizzare lo scavapatate,  su questi appezzamenti si può tranquillamente arare durante tutto l'anno.
L'aratura dei terreni sino a questi anni avveniva con la Yunta, tori o mucche, che trainavano un aratro di legno con la punta di ferro, questo tipo di aratro serve per smuovere il terreno e incidere solchi di una decina di centimetri di profondità, l'erpicatura non esisteva e le zolle erano frantumate con una specie di mazza prima delle semine.
Le semine avvengono:
  • Per le patate ampliando il solco,  legando sulla punta dell'aratro della paglia per allargare il solco facilitano così la immissione di letame e il seme di patata, passando poi fra i solco e solco seminato per ricoprire la semina, lasciando nuovamente un solco dove l'acqua piovana si trattiene.
  • Per i cereali in genere, una volta pronto il terreno si semina a braccio passando poi di nuovo  con l'aratro (questa volta senza avvolgere paglia alla punta) per coprire i semi.
Quest'ultimo tipo di coltivazioni non permette, per la raccolta l'uso di macchinari, essendo il terreno solcato da irregolarità profonde.
Da questi presupposti ho inziato gli esperimenti di aratura con aratro a vomere, avendo a disposizione il trattore, nel settembre 2000 in zone dove il terreno permetteva, mentre nelle zone dove era ancora duro e compatto ho dovuto aspettare l'inizio delle  prime precipitazioni (generalmente ottobre inizio novembre), che precedono la stagione estiva (che coincide con l'inizio delle precipitazioni vere e proprie, che iniziano generalmente verso Natale).
Ho iniziato ad arare con bivomere, ma questo tipo di aratro generalmente fatica a penetrare nella maggior parte dei terreni, allora ho acquistato un aratro mono vomere e con  quest'ultimo si lavora meglio.
Una annotazione, questo tipo di aratri non si trovavano in Bolivia, anche perchè tutta la zona dell'altipiano era ed è lavorata con la Yunta e lo stesso sistema viene praticato con i trattori arando con disci.
L'aratura con vomere è stata un'innovazione, i campesinos infatti ancora adesso generalmente preferiscono l'aratura con dischi perchè per lo stesso tempo arano un'area più estesa  (anche se ultimamente noto che stanno introducendo degli aratri a vomere con ale molto più piccole, di quelli che usiamo in Italia).                                                                                                                         
Il metodo di sfruttamento dei terreni è a rotazione, ossia si lavora il terreno per tre anni, il ciclo inzia con la semina delle patate immettendo letame, il secondo anno si semina generalmente l'avena e il terzo anno l'orzo, poi si lascia riposare il terreno per quattro anni utilizzandolo come pascolo, anche se povero di erba e di proteine.
L'area a disposizione per ogni campesino, in questa comunità si aggira su due/tre ettari di terreno piano, dove è possibile l'uso dei macchinari, altri due ettari sono adibiti a pascolo che generalmente non si arano, altri appezzamenti ai piedi del cerro (collina) poco produttivi e gestiti dalla comunità che vengono concessi per tre anni e poi adibiti a pascolo libero  fino al prossimo sfruttamento, infine  estensioni più grandi verso la sommità del cerro (collina), che servono per produrre sementi, perchè il terreno è pietroso e la  pianta piuttosto bassa fa si che le coltivazioni per eventuali e sporadiche gelate estive vengono preservate, perchè il calore accumulato dalle pietre durante il giorno non permette al gelo di colpire la spiga.               
Sulla collina le coltivazioni avvengono in campi con lavorazione ad “ANDENES” si tratta di piccoli o piccolissimi appezzamenti a gradini, nei quali si semina in genere patate, avena e orzo per produrre sementi, questi appezzamenti sono molto frammentati e non danno nessuna resa e sono ancora utilizzati ai giorni nostri, mentre  sul piano si usava la coltivazione a “SUCACOLLO” o “CAMILLONES”, erano appezzamenti generalmente di una lunghezza variabile e una larghezza di pochi metri, erano  elevati rispetto al terreno con forma convessa  per evitare stagnazioni di acqua (le precipitazioni sono a carattere torrenziale durante la stagione delle piogge), attorno avevano un fossato per raccogliera l'acqua piovana, naturalmente su questi tipi di appezzamenti non è possibile  utilizzare le macchine.                                                                                                                                                                                                                                         

ESPERIMENTI E RISULTATI

Come primo esperimento si è scelto, d'accordo con i Campesinos,  di utilizzare per l'aratura il vomere per far si che la terra sia conpletamente rivolcata e quanto si trovi in superficie vada a formare humus nel sottosuolo.  Gli allevamenti erano all'aria libera e perciò mancava totalmente il letame,  la prima scelta fu  di  aumentare di circa mezzo ettaro il terreno da coltivare con produzione di orzo e avena, per la semina delle patate lascia che decidessero loro in quanto prodotto principale per la loro dieta.
  Il raccolto inizia con lo scavo manuale di questo tubero, che richiede tempi abbastanza lunghi, poi si passa al taglio manuale dell'avena prima che essichi e infine si taglia l'orzo ormai ridotto a paglia.
Per la poca erba medica che si produceva non rimaneva il tempo per tagliarla e veniva mangiata direttamente dalle mucche al pascolo ormai secca, perdendo sia in quantità che in proteine, questo tipo di foraggio era appena stata introdotto in piccole coltivazioni e non era valutato e conosciuto l'apporto energetico.
Da questo momento per le semine e per i raccolti, mi sono dotato di macchine (seminatrice, barra falciante, girella), occupando in pratica tutta l'area disponibile, cambiando il modo di cultura sino ad ora praticato, siamo passati dal riposo dei terreni ad una lavorazione continua.
Il raccolto del secondo anno è migliorato in quantità e qualità, anche perchè nel frattempo con la costruzione di una parte di stalla ho avuto a disposizione il letame.
Pero questa seconda semina ho portato dall'Italia 10 Kg di Erba Medica, sementi di orzo e sementi di avena.
Per l'avena lo sviluppo è stato pieno e abbondante, mentre per l'orzo la crescita si è fermata appena fuori terra e non si è sviluppata la pianta.
Probabile ragione è che i mesi che intercorrono dalla semina al raccolto, sono insufficenti per lo sviluppo della pianta importata (in pratica sono solo 4  i mesi utili), era mia intenzione ripetere l'esperimento dell'orzo ma dato che  i costi per inviare nuovamente le sementi dall'Italia erano alti, ho soprasseduto anche perchè in loco ci sono sementi buone per questo cereale.
Discorso differente per l'erba medica, perchè si è adattata al tipo di terreni e clima e ha dato risultati molto lusinghieri, sia in qualità che quantità, rispetto alle loro sementi, perciò per i due anni seguenti si è deciso di seminare questo tipo, nonostante i costi di spedizione.
I tagli minimi dell'erba medica che si possono ottenere sono due, se la stagione va bene anche tre, generalmente il primo taglio avviene dutrante il mese di gennaio ed in generale è impossibile la fienagione, le piogge sono giornaliere e intervallate nella medesima giornata, il fieno si produce con il taglio finale che a differenza dalle nostre latiduni, è abbondante.
Con una acuta osservazione dell'andamento delle piogge negli ultimi due anni si è riusciti a produrre fieno anche nei mesi critici.
                Per il primo taglio  habbiamo dovuto comperare una motofalciatrice leggera, perchè è impossibile entrare con il trattore dato la tipologia del terreno durante le piogge, mentre per l'ultimo taglio si può tranquillamente utilizzare le macchine pesanti velocizzando il lavoro.
                Dato che il lavoro di fienagione richiede tempi veloci per non fare essicare troppo la pianta e nel frattempo la mano d'opera si è assotigliata per via dell'abbandono dei campi specialmente da parte dei giovani, è stata acquistata mel 2005, un'imballatrice per fare balle rotonde del peso di 20/25 kg., ci è stata regalata quà in Bolivia un'andadora per amucchiare in andana l'erba medica essicata pronta per l'imballaggio.
                Oggi possiamo affermare che il lavoro di fienagione viene eseguito normalmente da  alcuni Campesinos, valutandone  i tempi dei tagli e la giusta essicazione dell'erba medica prima dell'imballo e dell'immagazzinamento.
Come avrete notato non ho piu accennato alla coltivazione di patate, quinua, ecc, ciò è dovuto alla scelta di aumentare le produzioni cerealicole per l'alimentazione degli animali (nella fattispece mucche da latte), anche perchè specialmente per le patate, queste non sono commerciabili perchè non usano prodotti per ripararle dagli attacchi dei parassiti, mentre per la quinua bisognerebbe fare un discorso di commercializzazione e per fare ciò bisognerebbe coinvolgere più famiglie in associazione per  potere aprire un mercato, assicurando una quantità media stabile di apporto al medesimo.

ALLEVAMENTI

Clicca per ingrandire l'immagineGli allevamenti generalmente sono formati da animali di razza criolla, di stazza più piccola dei nostri, resistente all'altura e al clima e con una resa di produzioni di latte e carne molto bassa, dovuta alla scarsità di apporto energetico e alla non corretta gestione da parte dei  Campesinos, si puntava molto sui tori, perchè questi servivano per l'aratura (generalmente una coppia), quelli in più  erano una spece di cassa di risparmio, si vendevano per pagare i debiti .
Con il progetto si è deciso di puntare sul miglioramento di mucche da latte (non essendo più necessari i tori per l'aratura avendo introdotto il trattore), per fare ciò si sono vendute quasi tutti i capi di bestiame che ritenevamo non utili, abbiamo  tenuto le  due mucche migliori che erano state incrociate con razze Olanda-Girl (Holstein) e Pardo Svizzero.
Per migliorare geneticamente il bestiame si è passati alla inseminazione artificiale utilizzando spermatozoi selezionati dato che il comune di Tiwanaco aveva messo a disposizione, per una cifra bassa, una stazione di inseminazione, un problema da tenere presente è che gli animali provengano dall'altipiano, perche si è constatato che quelli acquistati più in basso hanno problemi di inseminazione e di parto con percentuali elevate di perdite, lo stesso discorso vale anche per la provenienza delle pagliette per  l'inseminazione artificiale.
Le cose iniziano a migliorare e il latte da una produzione irrisoria inizia ad aumentare di  qualche litro, questo dovuto anche al miglioramento alimentare dato che si erano ridotti i capi.
Gli allevamenti sono migliorati aumentando la presenza di animali all'effetiva disponibilità alimentare, si è pure migliorata la razza con inseminazioni artificiali con tori d'altura selezionati in zona, purtroppo questo tipo di inseminazione presenta rischi dovuti alla irresponsabilità del personale tecnico (il più delle volte non si trovano o non hanno le pagliette per inseminare) e all'approvvigionamento  dell'azoto non sempre disponibile sul mercato,  la decisione presa è quella di allevare un toro in società fra i campesinos del progetto, toro nato in loco dalle precedenti inseminazioni da utilizzare per l'accoppiamento, per ripartire i costi di allevamento  e averlo a disposizione in tempo reale dato che il periodo ottimale di fecondazione della mucca è di dodici ore.
Un problema legato alla produzione del latte è derivato pure dal fattore umano, perchè le mungiture  (a carico generalmente della donna), avvengono con orari diversi e non sempre  due volte al giorno portando alla rapida essicazione dell'apparato produttivo, in più prima di mungere mettono il vitellino e non si può quantificare la razione di latte  che prende.
Ora dopo nove anni la pratica della mungitura avviene osservando  gli intervalli di 12 ore, però l'usanza di fare poppare  il vitellino non è ancora passata, anche se ora il vitello lo staccano quasi subito.
Altra usanza dura da morire è quella di allevare i vitelli maschi che sottraggono foraggio alle mucche in produzione.
Nel 2003 si è anche iniziato l'allevamento di maiali associando due campesinos, le cose sono andate bene il primo anno ma nel secondo si è dovuto chiuderlo perchè oltre che a raddoppiare i prezzi delle farine, c'è stato da parte di uno dei due soci la non gestione corretta nell'alimentazione e dei tempi degli incroci,  i maiali per dare una resa è necessario che ogni sei mesi partoriscano e i maialini siano venduti a due mesi di vita, perchè  ingrassarli costano troppo e non si ricava ciò che si è speso, anche perchè c'è una stortura del mercato locale, mentre il costo dele farine aumenta, per la coltura del campesino il prodotto finale non si comporta alla stessa maniera.
Sciolta l'associazione dei due Campesinos, prima di vendere le fattrici uno dei due ha deciso di riprovare associandosi con un terzo, le cose sono migliorate ma i guadagni seppure esistenti si sono rilevati bassi, sempre perchè non si riesce ad alzare nella giusta proporzione il ricavo della vendita con l'aumento del costo delle farine, arrivati a un certo punto abbiamo deciso di lasciare anche questo secondo esperimento perchè correvamo il rischio di rimetterci.
Quanto detto sopra per il fattore allevamenti, ci ha portato a chiedersi cosa era meglio fare  per migliorare la produttività. La risposta è stata quella di contattare dei tecnici, che ci aiutassero.
Da novembre 2006 abbiamo contrattato un laureato in Agronomia specializzata in zootecnia che ha iniziato un programma di miglioramento genetico, ha schedato tutte le mucche e tori presenti negli allevamenti, ha valutato i terreni e le produzioni, ha portando avanti un programma di inseminazioni con una fondazione dell'altipiano, migliorando l'alimentazione con integrazione di bilanciati..
Questo lavoro è stato supportato da lezioni teoriche ai campesinos durante la sua presenza in loco.
Questo contratto è terminato alla fine del 2008, i risultati sono stati nella media, ora tocca ai Campesinos proseguire.
Il contratto di questa tecnica  di tipo professionale autonomo, è semestrale con un'onorario minimo di $ 300 mensili e con un benefit del 75% (di mesi 6 x 300 =$ 1350) che ‘e stato corrisposto al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo dati, il contratto è stato poi rinnovato per altri  per 4 semestri, però senza esborsi al raggiungimento dei risultati.
Siamo così giunti al termine del secondo periodo di tre anni, a fine 2008 valutato il progetto, visti gli ulteriori passi in avanti decidiamo di continuare ancora per due anni sopratutto per consolidare l'autosufficenza di un campesino e dar modo di aiutare a raggiungerla anche all'altro, mentre per il terzo il percorso è per il momento in fase di stasi, dovuto più che ad altro ai legami che ha con la famiglia di tipo patriarcale dove comanda il genitore anziano. 

CASEIFICIO

Sinora il latte veniva: o venduto ai vari caseifici o generalmente lavorato in proprio per produrre  un formaggio locale fresco da vendere  al mercato campesinos della città, con un valore aggiunto molto basso, molte volte per rientrare alle loro comunità, all'orario di chiusura del mercato si vende anche sottocosto..
                Questo valore aggiunto basso è dovuto anche alla tipologia dei clienti (ceti poveri), che pur di pagarlo a un prezzo basso, non chiedono la certificazione del caseificio di produzione, perciò oltre ai costi del latte e dell caglio non ci sono altri costi aggiuntivi, in più non essendoci controlli, non si spende per tenere in efficenza il caseificio, che nella totalità dei casi è carente delle norme minime di igiene.
                Oltre a questo tipo di formaggio fresco lo scarto (siero), contenente ancora molta sostanza lattea e grasso, viene dato ai maiali oppure ad altri animali, con una perdita aggiuntiva.,
                Ultimamente le donne dell'associazione hanno partecipato ad un corso per la trasformazione del latte, da questo corso è nata la volontà di fare qualcosa, mi hanno chiesto innanzitutto di aiutarle a costruire un caseificio piccolo ma presentabile, con acqua e con rivestimento in piastrelle.
                Un prodotto che hanno inserito quasi subito è stato quello di trasformare una parte del latte in Yogurt la vendita di questo prodotto consente di ricavare  un valore aggiunto più alto, solo che questo prodotto, non essendo certificato,  viene assorbito in piccole quantità dal mercato, si è cercato anche di produrre formaggio semistagionato ma non c'è sbocco in questa area dato  il costo di produzione che sale ulteriormente dovuto al fatto che bisogna impiantare delle celle frigorifere per mantenere la temperatura e l'umidità stabile per la maturazione, per poterlo vendere dato il costo più alto, bisogna entrarer nei supermercati o negozi della città bene, attualmente non è possibile mancando la certificazione.
                Fatta questa analisi abbiamo avviato la lavorazione del latte e derivati assistiti da un Ingeniere Agro industriale specializzato nella produzione dei derivati lattei, contattato con un costo di $ 170 mensili per la durata di tre mesi. 
                Abbiamo messo a disposizione il minimo necessario e con eventuali miglioramenti economici e con il suo aiuto, abbiamo installato un piccolo caseificio artigianale.
                Per il momento si sta cercando di migliorare la produzione esistente puntando sull'igiene, sopratutto, il controllo durante le varie fasi di cottura in maniera scentifica e non a naso, la presentazione e il taglio (peso), poi avendo a disposizione una scrematrice, iniziare a produrre burro per iniziare a recuperare tutto il possibile ottenendo così  meno scarto, cercando nel frattempo di utilizzare una percentuale di latte alta, se non tutta.
                Stiamo producendo piccole quantità da presentare ai venditori, proseguiremo con le richieste per far si che non ci rimangono delle giacenze, fino al raggiungimento della quantità di latte che i soci produrranno.
                In un secondo tempo (se i mezzi e le entrate ce lo consentono impianteremo delle celle frigorifere), inizieremo a produrre formaggi a mezza stagionatura, utilizzando  una parte di latte prodotto, si è deciso comunque  di non abbandonare completamente il mercato attuale che è sicuro, altra produzione sarà la mozzarella richiesta da pizzerie e dai supermercati, nel medesimo tempo richiederemo la certificazione e confezioneremo con un nostro marchio che registreremo.
Vedere Allegati Nº 4 - 5               

Questo sarà il marchio:

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Abbiamo avuto pure una visita breve di lavoro da parte di una Italiana che stà sviluppando un caseificio qua a La Paz, per conto dell'associazione Giovanni XXXIII di Rimini,la quale ha dato dei buoni consigli oltre che a produrre un tipo di formaggio tipicamente Italiano. 

POZZO

Per ovviare alla scarsità dell'acqua e della potabilità, si è trivellato un pozzo della profondità di mt 64,  si è costruito il bacino pensile dell'altezza di 12 mt per dare almeno 1 atm. di pressione,  si distribuirà  l'acqua primariamente  ai soci e poi se avanza, immettendola anche nel circuito dei campesinos che abitano nella parte pianeggiante a sud del rio (circa 15 famiglie), si è stesa una nuova linea di corrente elettrica con un trasformatore di KA 15 per potenziare  la portata della corrente elettrica per il funzionamento della pompa e dei motori (mungitrice, Compressore ecc.) dato che quella erogata dalla comunità era insufficiente.               
Con le famiglie che aderiranno alla distribuzione dell'acqua, si farà un contratto con tariffa minima di partecipazione fissata a un minimo di mc. di  consumo, dopodichè ci sarà una tariffa piu alta, perchè non Ciò è stato possibile per la generosità di una famiglia bergamasca, che ha voluto in questo modo ricordare la figlia prematuramente scomparsa, acqua = vita..

STAGE DI UN CAMPESINO IN ITALIA

Nel 2007 si è potuto realizzare uno stage del Campesino Raul che è il responsabile dell'utilizzo macchine, perchè prendesse visione della tecnologia esistente nei paesi sviluppati e con l'assunzione in un'officina di riparazioni macchine agricole imparasse a ripararle, la permanenza è durata sei mesi  a mezza giornata (sarebbe stato utile un maggior periodo), dovuta al rientro a Kausaya per le ultime arature e semine.
Durante questo periodo si è potuto anche capacitarlo, nell'altra meta giornata, in un grosso allevamento di mucche per esercitarsi nella mungitua per tre mesi e il rimanente tempo in un'altro allevamento più piccolo dove funzionava anche un caseificio nel quale ha appreso le lavorazioni dei vari prodotti  da  mettere in  pratica a Kausaya.
Questo periodo è stato sfruttato al meglio e il campesino è rientrato con un bagaglio di conoscenze tecniche e pratiche, notevole.

 

CONTATTI

Ferrari Giuseppe
Responsabile Progetto
Tel.0039-035672236
E-mail: gs.fer@libero.it
Raul Yujra Quispe
Responsabile in loco 
Cell. 00591-72529669
E-mail: ryujra@hotmail.com

Donazioni


Per offerte libere:

Banca Della Bergamasca – Sede Zanica: c/c 11342
intestato Comitato Kausaya – codice IBAN - IT 59  O 08940 53780  000000011342
Per detrazioni fiscali:

c/c postale: 10855252  intestato a Cuore Amico Fraternità ONLUS
BRESCIA (causale obbligatoria: progetto Campesinos Comitato Kausaya


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